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Spazio

Lanciato satellite Esa per l'ambiente

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MOSCA, Russia -- E' stato lanciato nella notte dalla base di Plesetesk nella Russia settentrionale il nuovo satellite dell'Agenzia spaziale europea (esa). Servirà per comprendere meglio i cambiamenti climatici.

Lo hanno chiamato Smos. E' stato portato lassù con un razzo vettore Rockot, insieme al piccolo satellite Proba-2, un "dimostratore tecnologico" che sperimenterà nuove tecnologie.

Smos (Soil Moisture and Ocean Salinity) misurerà l'umidità del suolo e la salinità dell'acqua. I suoi dati permetteranno di studiare ciclo dell'acqua e delle correnti oceaniche.

Lo scopo è quello di prevedere calamità naturali come alluvioni, inondazioni, ondate di calore. "E' un satellite molto importante per lo studio del clima" ha spiegato il direttore generale dell'Esa, Jean-Jacques Dordain in collegamento con il centro dell'Esa in Italia, a Frascati (Roma), l'Esrin. "Il successo del lancio - ha aggiunto - è una buona notizia non solo per l'Esa, ma per tutto il mondo".

Soddisfatto anche il direttore del programma di Osservazione della Terra dell'Esa, Volker Liebig: "Il lancio è stato perfetto - ha detto in collegamento dalla base russa - e dalle informazioni che fornirà Smos cercheremo di dedurre parametri essenziali, come i dati sulla salinità degli oceani, cruciali per studiare i cambiamenti climatici".

A circa un'ora dal lancio, il segnale di Smos è stato acquisito regolarmente e si sono aperti i pannelli solari che gli danno energia. L'ultimo appuntamento importante è alle 19,45 di oggi, quando cominceranno a dispiegarsi i "bracci" sui quali sono installate le 69 piccole antenne grazie alle quali il satellite "insegue" il ciclo dell'acqua sulla Terra.

"E' una missione senza precedenti per capire che cosa sta succedendo e che cosa succederà al clima del nostro pianeta", ha osservato all'Esrin Stefano Bruzzi, responsabile dei programmi del direttorato per l'Osservazione della Terra dell'Esa.

I prossimi sei mesi saranno dedicati alle operazioni di calibrazione e verifica degli strumenti. Dopodiché Smos sarà pienamente operativo. I primi risultati sono attesi nella primavera 2010.

Contemporaneamente, a terra, gli scienziati italiani del Comitato Evk2cnr continuano la loro raccolta di dati preziosi per l'analisi di cambiamenti ambientali attraverso la celebre rete di monitoraggio Share.

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