Alto Adige e l'autosufficienza energetica

DOBBIACO -- Mossa a sorpresa delle regioni alpini a due soli mesi dalla conferenza sui cambiamenti climatici di Copenhagen. L'Alto Adige che ha annunciato oggi ai "Colloqui di Dobbiaco", storico evento culturale e scientifico sull'ecologia che ha preso il via nella località altoatesina, che la Provincia di Bolzano intende eliminare l'utilizzo di fonti fossili entro il 2020 e rendersi autosufficiente dal punto di vista energetico.
"Attualmente abbiamo già un bilancio intermedio che evidenzia che il 56 per cento del fabbisogno energetico è raggiunto utilizzando fonti rinnovabili - ha spiegato l'assessore all'ambiente della Provincia autonoma, Michl Laimer -. Il nostro piano è quello di raggiungere il 75 per cento nel 2013 e il 100 per cento entro il 2020. Per fare un raffronto, nel 2005 la quota delle rinnovabili in Svezia era al 39,8 per cento, in Finlandia al 28,5, in Austria al 23,3, in Germania al 5 e in Italia al 5,2".
La corrente elettrica in Provincia di Bolzano rappresenta circa il 30 per cento del consumo totale d'energia in Alto Adige. Viene integralmente fornita da impjanti idroelettrici. Sul territorio ci sono 930 centrali, di cui 30 da oltre i 2000 KW.
Il restante 70 per cento, ovvero l'energia termica, è copertp per un terzo da fonti rinnovabili, mentre il 44 per cento proviene da fonti fossili. E su queste ultime che l'Alto Adige intende agire. Sostituendole integralmente entro il 2013.
"Si tratta di un obiettivo assolutamente realistico - ha continuato l'assessore Laimer - che la Provincia intende perseguire con l'utilizzo delle biomasse (legname da coltivazioni forestali), l'eolico, il solare e l'idrogeno. Oggi in Alto Adige sono in funzione 63 centrali a biomasse che producono annualmente 350 MWh e servono oltre 10mila utenze allacciate.In questo modo il taglio delle emissioni è pari a 139mila tonnellate di CO2".
L'Associazione per le biomasse sta mettendo a punto un piano per risanare parte del patrimonio boschivo, favorendo il taglio delle piante più vecchie e una nuova forestazione. Le altre fonti su cui punta la provincia sono il biogas e il fotovoltaico termico.
Oggi in Alto Adige sono in funzione 31 impianti che trattano deiezioni animali e rifiuti organici. Producono elettricità per 13 milioni di KWh e garantiscono minori emissioni per 9300 tonnellate di CO2.
Sul fronte del solare, sono 1068 gli impianti di pannelli per la produzione di energia elettrica installati negli ultimi due anni, mentre sono quasi 18mila gli impianti per il solare termico. La Provincia sta siglando un accordo con la Lega dei coltivatori per installare tetti fotovoltaici su tutti i masi dell'Alto Adige.
La logica è semplice: i cittadini producono la loro energia, si abituano anche ad amministrarla e distribuirla. La centrale a biomasse di Dobbiaco, per esempio, è di proprietà di una cooperativa costituita dalle 700 famiglie e imprese del comune. Produce qualcosa come 600mial euro di utili l'anno. Tanto che l'obiettivo ora è di acquistare anche la centrale idroelettrica del paese, oggi nelle mani di privati.
Nella Provincia operano anche 291 piccoli impianti geotermici e 7 siti dove saranno installate 5000 sonde in grado di intercettare il calore del suolo. Insomma, la rivoluzione verde in Alto Adige è già arrivata.
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