Vicini a creare la vita artificiale

VENEZIA -- "Entro quest’anno si potrebbe avere la vita artificiale". E non è solo una frase ad effetto. L'annuncio shock è arrivato all'apertuta della quinta conferenza mondiale sul "Futuro della scienza" in corso a Venezia. A pronunciarla uno scienziato molto noto: Craig Venter.
Si tratta dello stesso scienziato che nel 2000 effettuò la mappatura del genoma umano e una settimana e mezza fa ha pubblicato su Science un articolo in cui spiega come è riuscito a sintetizzare il cromosoma di un batterio e a portare il Dna da una cellula all’altra.
"Siamo riusciti a trasferire il software della vita da una cellula all’altra. A cambiare un organismo in un altro" spiega soddisfatto Venter. Per ora lavora su batteri e organismi unicellulari, ma è proprio così che ebbe inizio la vita sul pianeta.
Le sue ricerche, per quanto avanzate, sono sempre sul filo del rasoio etico. "Il limite della ricerca genetica è un problema sentito. Noi abbiamo commissioni etiche e revisori etici. Ma è anche un problema culturale. In Italia c’è una situazione unica, quasi un’implosione perché c’è una paura intellettuale nei confronti della ricerca di base e della conoscenza. Occorre mutare l’approccio politico, intellettuale. Capire la scienza per non averne timori". "Siamo a un punto dove i limiti non sono le risorse ma la nostra immaginazione e la capacità di correre e accettare i rischi", chiosa Venter.
Secondo l'illustre scienziato siamo a un passaggio epocale in cui gli scienza produrrà nuovi farmaci, alimenti, acqua e combustibili. "Pochi scienziati hanno la cassetta degli attrezzi per fare quello che era impossibile finora" sostiene Venter.
Il messaggio del ministro dell’Innovazione, Renato Brunetta, è in linea: «Il settore della genetica, della genomica, della postgenomica devono guidare lo sviluppo delle conoscenze e la dinamica stessa della nostra civiltà».
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il vicepresidente della Conferenza, Kathleen Kennedy Townsend. "Bisogna dare fiducia agli scienziati, dopo un periodo buio con Bush abbiamo finalmente un presidente che crede nella scienza e che chiama come consulenti i premi Nobel. È facile propagandare la paura quando non c’è conoscenza di base".
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